Da “Storia inimitabile del dandy”
di Ellen Moers, trad. Franco Niederberger
Il ballo durava fino al mattino di giovedì; ma l'entrata al ballo era fissata rigidamente, molti dicevano crudelmente, a non più tardi delle 23, non un minuto più tardi. George Ticknor, editore americano e grande cosmopolita, udì per caso all'Almack's il dialogo seguente, che ricordò per il resto della sua vita:«Lady Jersey, il duca di Wellington è qui e chiede d'essere ammesso al ballo.»«Che ora è?»«Sono le undici e sette, vostra signoria.»(Breve pausa, poi con enfasi e parlando molto distintamente)«Porgete i miei ossequi... Porgete al duca di Wellington gli ossequi di lady Jersey, e ditegli che è molto lieta che l'applicazione della norma d'esclusione cada per la prima volta su di un personaggio così noto, perché d'ora in poi nessuno oserà più formulare delle lagnanze, non può essere ammesso.»

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